| si può credere alle favole anche se fai a pugni con il mondo* |
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and..what about u?![]()
ssssh....ascoltate...I Luoghi della mia Anima*
Attimi* Parte della mia Essenza :)
cap ou pas cap?"Tu dai e poi riprendi, se ci tieni veramente dimostralo."
(L)
Non ti odio, ho solo il rimorso di averti conosciuto.
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...finestre sulla mia anima | 25 Febbraio 2011
2011, persone, treni, shopping e pizza con i sofficini.il 2011 è davvero un anno strano.
Mi rendo conto che è presto per dirlo, ma siamo già a febbraio e tante cose sono cambiate nella mia vita, in quella delle persone che mi sono vicine, e sopratuttto nei rapporti con queste. E non mi riferisco a niente in particolare e soprattutto a niente di negativo. E' solo che alcune volte rimango perplessa e un po' dispiaciuta. 2011 ricco di cambiamenti. Ma non sono proprio sicura che questa sia colpa propriamente dell'anno in sè, quanto del fatto che stiamo crescendo. Anno dopo anno, giorno dopo giorno, siamo in continua e incessante evoluzione, prendiamo decisioni importanti e questo ci movimenta e ci stimola a vivere sempre più col cuore e non con la testa. In fin dei conti, quello che importa è la nostra felicità, ed è una cosa che il nostro cervello non sa scegliere poi così bene. Io sto bene. Sto studiando, le giornate passano un po' tutte uguali, i problemi a casa non danno mai tregua, si sà, ma quello che importa è come si vivono le cose. Non voglio dire molto altro, mi sento in equilibrio - seppur precario - ma qualche cavolata al telefono con le persone giuste, il mio amore, i viaggi, hello spank, un po' di shopping e qualche altra cosa superflua, mi aiutano a non perdere il controllo su quello che mi succede intorno. Ci sono davvero poche cose che ti fanno apprezzare la vita. Una di queste, è una calda* mattinata di fine gennaio, in giro per la campagna romana con la mia "anima gemella"... :) ♥ 08 Febbraio 2011
Ripartiamo da qui.Nel nostro amato Facebook stavo pensando di scrivere che a breve rovescerò il tavolo. E credo proprio che lo farò, rovesciare il tavolo intendo.
Perché rende tutto così marcio incancrenirsi sui soliti pensieri, o meglio: non aprire subito le finestre nel momento in cui ci si accorge che c’è aria stantia. Tipo la canzone di Tiziano Ferro: “L’amore va veloce e tu vai indietro… Il bene più segreto sfugge all’uomo che non guarda avanti mai”. Mi sento un po’ così, in verità. Con un andamento rallentato rispetto all’amore… rispetto a ciò che è giusto fare. Ma chissà perché a volte offusco la mia vera natura volgendo lo sguardo un po’ troppo altrove. Come quando guardi qualcosa e inciampi perché non avevi visto quello che avevi davanti ai tuoi bravi piedini. Che fanno quel che possono, già. Molto spesso la nostra anima, il nostro vero essere, il nostro inconscio (chiamiamolo come vogliamo), ci conducono verso ciò che è vero e giusto. Prendiamo ad esempio gli animali: non chiamano certo il fuoco con questo nome, né lo hanno messo in un gruppo tra quattro elementi, né tanto meno sono interessati a danzarci attorno, a rinchiuderlo in un accendino per poi farlo comparire a seconda del bisogno… ma sanno che brucia, non ci si avvicinano, e questo gli basta. Noi ci perdiamo in così tanti corollari che a volte perdendo l’essenza delle cose, perdiamo anche la nostra essenza, e non ci ricordiamo più (o non riusciamo proprio a riconoscere) cos’è che ci fa male e cos’è che ci fa bene. È fondamentale notare sempre – anche con la coda dell’occhio – dove stiamo andando e perché. Altrimenti rischieremmo di continuare a danzare all’impazzata, senza ricordarci più del fuoco attorno a cui ci troviamo, volandoci dentro o, peggio, dimenticandocene. E, non sapendo più la ragione del nostro ballo, perderemmo del tutto il senso di noi stessi. Uno dei maggiori peccati che potremmo commettere, è fonderci o confonderci con quello che facciamo o con chi frequentiamo, sperando che emerga da lì il nostro “io”, anziché aver il coraggio di scegliere ogni volta che posto occupare in tutti i momenti della nostra vita. Ottima la teoria, non credete?!
All I need is love love love… Love is only I need… Ma sai poi che altro c’è? L'Amicizia. È strano, perché in effetti io pensavo di avercela un’idea. Alla fine qualche amico l’abbiamo avuto tutti, siamo allenati… si sa pressappoco riconoscerlo ad occhio e croce. Ma in realtà non è esattamente così. Il confine è molto più labile – ad esempio – rispetto ad una storia d’amore. Quando sei innamorato o quando più semplicemente ti piace un tipo, lo capisci. Lo sai. Non è che ci sia bisogno di chissà che analisi. Ma quand’è che capisci di essere amico o se quella persona è un tuo amico? Chi te lo dice? In effetti questa riflessione non parte a caso, parliamoci chiaro, io qua a Roma ho tracciato da subito la linea di confine tra gli Amici e gli “amici”. Ma poi una serie di eventi - stavo per aggiungere l’aggettivo “sfortunati”, come il titolo di quel film con Jim Carrey - mi hanno fatto rivedere parecchio questa linea di confine. Mi sono fusa in un gruppo di persone per cui effettivamente ho provato un affetto che definivo vicinissimo all’amore. Ho avuto letteralmente una “cotta” per degli amici. Ah, c’è da specificare che: a) ci siamo sempre e quasi esclusivamente mossi insieme, e… b) l’unione e l’amicizia si sono mosse in concomitanza con la conoscenza, quasi per ognuno. Ma perché ho iniziato a definirli amici? Cos’è successo da un certo momento in avanti che mi ha fatto dire “sì questi sono amici”? In effetti non saprei dirlo. È come se fosse successo e basta. Un po’ – appunto – quello che succede quando ti piace una persona: il più delle volte è un’attrazione epidermica più che un calcolo razionale. Ma nell’amicizia c’è una scelta un po’ più concreta, in realtà. O meglio, questa selezione avviene nell’amicizia reale, e non in quella di “tipologia Facebook”. Una cosa che certamente potrei dire è che ho smesso da un momento in avanti di sentirmi sola. È come se avessi avuto la sensazione netta di poter fare a meno di preoccuparmi di me stessa perché c’era già qualcuno che lo faceva per me, che mi “copriva le spalle”, che mi accudiva, per così dire. Chiaramente può essere una cosa che riguarda me nello specifico: scommetto che non sarà di certo la sensazione di ognuno degli altri ragazzi. Ma una cosa che potrei estrapolare a livello pseudo oggettivo – se posso azzardare – è che nessuno aveva una precisa costrizione a dover essere lasciato a se stesso. In qualche modo il gruppo dava protezione e forza, ma questo devo ammetterlo non è una mia illuminazione, riguarda ogni cosa definibile sotto la parola “gruppo”. Ma la dolce psiche tardo adolescenziale di ognuno di noi, era più tranquilla e rilassata quando si stava insieme. Ognuno aveva il suo piccolo ruolo, per nulla impegnativo, e questo bastava. Poi c’è da considerare che il tutto era condito da una comune predisposizione all’affetto e alla manifestazione di esso: in poche parole c’era una buona parte di noi molto propensa alla preoccupazione dell’altro, nonché all’espressione effettiva di questo interessamento. Per cui per quanto si fosse in un gruppo in cui ognuno poteva essere più o meno un personaggio, ciò che maggiormente primeggiava era il lato umano, che ci nutriva di quel particolare brillio che avevamo tutti negli occhi, in testa o nella voce, quando ci si metteva d’accordo per vedersi. Penso che siamo stati come una di quelle giovani coppie che, finita la passione, fa interrompere la storia, piuttosto che cercare di fare quel passo in più per crescere insieme. Ho deciso di ripartire da qua. Da quel giro di boa che risale a poco più di tre anni fa, ma che ancora non ha grandi chiarificazioni. Continuo a pensarci su. E poi si vedrà.
16 Gennaio 2011
depende
aaaaaaaaaaaaaah! so much love! :D
12 Gennaio 2011
.Sono ancora qui. Non scrivo tanto come una volta per il semplice fatto che la vita a volte prende pieghe strane ed inaspettate. Non è facile raccontare o scrivere quello che sta succedendo - forse perchè neanche io lo capisco - quindi invece di scrivere cose senza senso aspetto un po. Nell'attesa vi lascio qualcosa di davvero bello, qualcuno ha trovato le parole prima di me e le ha messe insieme. Buon ascolto.
11 Dicembre 2010
"Chi sa ridere, è il padrone del mondo"Non bisogna farsi tante domande. Le cose cambiano, le persone cambiano, la vita cambia. E a volte fa un male talmente grande che sembra strapparti il cuore dal petto. |